martedì 29 agosto 2006

College life

Che dire del Dickinson College (o come lo chiamano alcuni Dick-in-son College)?
Semplicemente un altro mondo rispetto alle università italiane. Io e il mio amico Jens Schroeder, assistente di tedesco abbiamo coniato una frase per descrivere come ci trattano qui: “Just remember we're fuckin' customers!”, (per gli italianofoni, tradotto è più o meno “ricordate che o fanno solo perché semo de fottuti clienti”).
In realtà noi non paghiamo niente, anzi veniamo pagati, ma il 90 % delle persone qui non hanno alcuna borsa di studio e quindi pagano 43.000 dollari all'anno (sì, 40.000 euro, circa 35 volte più delle università italiane) per stare qui, quindi... hanno effettivamente qualche aspettativa piuttosto alta. E il bello è che anche se non paghiamo, visto che siamo per metà professori, veniamo trattati anche meglio.
Ho assistito a due cerimonie di apertura alle quali le parole più usate sono state “get involved” e “citizen leadersip”. Ho visto anche magliette con la scritta “Dickinson College – citizen leadership” e vi assicuro che non scherzano, ogni secondo ti ricordano che da qui è passato un presidente degli Stati Uniti, innumerevoli membri del congresso e scienziati di fama mondiale e che il college stesso è stato fondato da Benjamin Rush e Thomas Jefferson (mica cotiche). I discorsi del “rettore” che qui non si fa chiamare magnifico, ma ci ha invitati ad andare nel suo studio per parlare di qualsiasi cosa, anche di calcio (e chissà come mai i francesi non hanno accettato...), sembrano discorsi di un venditore di azioni (o di patate), sicuramente non di un preside. Questa simpaticissima faccia da pazzo furioso, tale President Durden, scende tutti i giorni a mezzogiorno dalle scale di Old West, l'edificio principale cantando l'inno del college, “Noble Dickinsonia” che altro non è che “O Tannenbaum, O Tannenbaum, wie gruen sind deine Blaetter”. Non scherzo, hanno messo le parole dell'inno sulla melodia di una canzone natalizia tedesca (tra l'altro piuttosto triste. Se copi, almeno copia Bach non O Tannenbaum..).
Penso di aver ricevuto più regali dal Dickinson College negli ultimi tre giorni che in tutti i miei compleanni messi insieme. Una lista approssimativa, considerato anche che non ho partecipato a diverse attività in cui regalavano cose su cose include (ma non si limita a...):
n°1 braccialetto del dickinson college con chiavetta USB all'interno
n°1 Gigabyte di spazio nei computer della libreria, accessibili da qualsiasi punto del campus, con qualsiasi computer, diviso in spazio privato e spazio pubblico, con un back-up dei dati effettutato OGNI NOTTE, nelle sole 4 ore in cui la libreria è chiusa (dalle 2 di notte alle 6 di mattina).
n°1 radio portatile del dickinson college
n°1 torre per 50 cd
n°2 borse stile mamma del dickinson college
n°1 portafoto a forma di sedia con la foto del preside in occhiali da sole
n°1 borsa per i panni sporchi
n°1 lavagnetta adesiva da attaccare alla porta + pennarello per lasciarsi messaggi
n°1 matitona del dickinson college
n° 1000 penne di qualsiasi tipo del dickinson college
n°1 evidenziatore del dickinson college
n°1 preservativo al gusto di coca-cola
n°1 poster “Getting her drunk is not the same as getting her permission” (più o meno “nun ce provà con l'alcool, pecché nun vale”)
n°1 tazza termos con sconti per qualsiasi bibita
n°1 uccisore di mosche del dickinson college
n°1 pacchetto di M&M's targate dickinson
n°3 shampoo+balsamo garnier fructis
n°1 deodorante+gel doccia axe
n°200 libri sulla storia del dickinson college
n°1 frisbee del dickinson college
n°2 portachiavi con torcia del dickinson college
n°1 portachiavi da appendere al collo
n°1 portachiavi da appendere al portachiavi del dickinson college (e il bello è che qui ti danno solo una chiave..)
n°1 non-ho-ancora-scoperto-cosa del dickinson college
n°1 anti-stress del dickinson college per risolvere i conflitti (nel senso che ci hanno veramente detto di usarlo quando un conflitto potrebbe cominciare, in modo che la rabbia finisca sull'anti-stress)
n°1 clip del dickinson college
n°1 specchio per il trucco del dickinson college
n°1 igienizzatore per le mani
n°1 graffettatrice del dickinson college
(qualche ora prima di spedire questa email abbiamo ricevuto in realtà altre cose, ma sinceramente non ho voglia di mettermi a contare anche quelle..)
Un telegiornale oggi parlava delle università e sottolineava che il processo educativo non è una merce e che gli studenti non sono SOLO clienti, ma il solo fatto che debbano precisarlo dimostra quanto in realtà lo siano. Se pagassi 172.000 dollari per la mia laurea, penso che potrei richiedere anche che 12 odalische mi facciano vento mentre studio.
In realtà quello che succede qui non è molto diverso, nel senso che ogni ufficio è aperto quasi tutto il giorno (alcuni sono aperti semplicemente 24/7 come dicono loro, ovvero 24 ore al giorno, tutti i giorni). La biblioteca è aperta dalle 6 di mattina alle 2 di notte (e poi mia mamma si lamenta che lavora troppo..), ci sono almeno 20 laboratori enormi e superattrezzati pieni di computer aggiornatissimi (metà pc, metà mac) ma non li ho ancora scoperti tutti.
Nella libreria (che quattro anni fa è stata votata la migliore negli Stati Uniti) prestano portatili gratis e possiamo stampare qualsiasi cosa (in qualsiasi numero di copie) gratis. Ogni camera è connessa a internet via Ethernet e ci hanno fatto il regalino di una cartella da 1 GB per ogni studente accessibile da ogni computer del campus, divisa in una parte privata e una pubblica dove possiamo mettere qualsiasi cosa e il bello è che viene fatto un backup ogni notte, quindi è praticamente impossibile perdere dati.
Ognuno ha una casella postale apposita e noi assistenti ne abbiamo due, oltre ad avere bevande gratis tutto il giorno negli studi del dipartimento. Insomma... ce trattano proprio da fichettine. Questa sì che è vita studentesca, mica correre a prendere il treno delle 7 per poter parlare con un prof alle 10,30 che – ovviamente – sai già che non si presenterà.
Ma ci sono tante altre cose da dire su questo posto... quindi, a presto.
Segue un'email con qualche foto... la prima è la casa dove vivo, divisa in tre piani (italiano, spagnolo e francese), la seconda è una classica foto da campus, la terza mostra i piani alti della dirigenza (lo sfigatello in rosso è il caro president Durden), una foto del gruppo di assistenti di lingua e per finifre... qualcosa che si vede piuttosto spesso qua in giro...